FIAS - Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche

FIAS: Decreto Sblocca Cantieri Limiti Subappalto

COMUNICATO STAMPA RIFORMA CODICE APPALTI:

Decreto Sblocca Cantieri

 

 

“Reintrodurre il limite del 30% del subappalto dell’importo sulla sola categoria prevalente, favorisce la totale liberalizzazione del subappalto a vantaggio delle “scatole vuote”, contro le imprese che investono in sicurezza e nella qualità delle opere”

 

 

  

Roma 19 marzo 2019 – l’ultima versione del decreto Sblocca Cantieri circolata lo scorso 15 marzo, mira le basi dell’Impresa qualificata e dotata di reali capacità organizzative.

 

Evidenziamo come continuano, a distanza di anni, i tentativi di liberalizzare totalmente il subappalto, asserendo che sia l’unico modo per ridare slancio al settore delle opere pubbliche in Italia, assieme alla riduzione dei controlli.

 

L’attuale Codice Appalti, assieme alle Linee Guida ANAC e decreti Ministeriali, per quanto struttura normativa migliorabile, hanno centrato l’attenzione nel nostro Paese sulla trasparenza, la legalità, la necessaria qualificazione delle stazioni appaltanti e la qualità degli operatori economici, tutti elementi che dovrebbero favorire il rilancio del settore delle opere pubbliche e del mercato nazionale.

 

 

 

“Farsi influenzare da chi ritiene che liberalizzare il subappalto sia la soluzione a tutti i mali, faciliterebbe unicamente la strada alle infiltrazioni criminali.

 

Oggi in Italia chi vuole liberalizzare il subappalto, non rappresenta il tessuto imprenditoriale sano, ma rappresenta un tipo di intermediario economico, una scatola vuota, o un meglio assemblatore, che nulla ha a che vedere con le imprese che investono quotidianamente in attrezzature, personale qualificato, formazione e sicurezza sul lavoro.

 

 

 

Pertanto l’allargamento dell’area del subappalto (Art. 105 comma.2 Codice), l’indebolimento delle lavorazioni super-specialistiche (Art.89 comma.11 Codice) e della qualificazione in generale, offre campo libero agli intermediari economici per giustiziare definitivamente la “vera” media e piccola impresa che ha creduto, anche nei momenti di difficoltà, nel proprio Paese, assumendo personale qualificato e investendo in attrezzature”

 

 

 

Ad affermarlo è Massimo Poggio, Presidente FIAS, Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche.

 

  

“La proposta presente sulla bozza di Decreto Sblocca Cantieri prevedendo l’applicazione del limite del 30% solo per la categoria prevalente, autorizza di fatto il subappalto del 100% di tutto ciò che non è categoria prevalente è quindi... subappalto totale di tutte categorie super-specialistiche (denominate SIOS).

  

Una inaspettata premialità per le “scatole vuote” che senza maestranze ed attrezzature potrebbero ancor più radicarsi nel mercato dei lavori pubblici nella meritevole veste di “Intermediario economico”.

 

 

E’ preoccupante altresì come tra le proposte di modifica presenti sulla bozza di decreto sarebbe stata addirittura inserita la possibilità per i consorzi stabili (Art.47 comma.2. Codice) di assegnare in esecuzione a propri consorziati, non in possesso delle specifiche cat. SOA, la realizzazione di opere di notevole contenuto tecnologico (Cat. SIOS) o di rilevante complessità tecnica, autorizzando di fatto un “avvalimento interno al consorzio” per categorie SIOS, condizione espressamente vietata dalla normativa vigente (art 89 comma 11 Codice)

  

Bizzarro inoltre il concetto di trasferimento da un soggetto all’altro delle capacità tecniche derivanti dal possesso di maestranze attrezzature ed esperienza tramite la sottoscrizione di un atto notarile di costituzione di un consorzio!

 

 

 

Il mondo imprenditoriale rappresentato dalle reali imprese specializzate, auspica pertanto che il legislatore ed i principali soggetti istituzionali possano mantenere quanto previsto sul subappalto e la qualificazione dal Codice Appalti (d.lgs. n.50 2016) e dal successivo decreto correttivo (D.lgs 56/2017), sapendo discernere tra gli interlocutori, ossia tra meri intermediari economici e chi invece rappresenta il reale tessuto imprenditoriale italiano, fatto di persone, mezzi, qualificazione e sicurezza sul lavoro, fattori senza i quali non è possibile pensare di rilanciare e riqualificare il settore delle opere pubbliche in Italia.

 

 

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